09
MAR
2013

Ucsi Puglia. Laboratorio della Buona notizia

di A.Gelormini

In un contesto mediatico sempre più condizionato dal “sensazionalismo” e dalla straordinarietà quotidiana, dove grida e aggressione hanno troppo spesso la meglio sul confronto e la riflessione, e dove la notizia è sinonimo, ormai, solo di cronaca (nera per giunta), la sezione pugliese dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (Ucsi) prova a battere un colpo controcorrente. Nasce a Bari il “Laboratorio della buona notizia”. Nasce tra i ragazzi di scuola media dell’Istituto Preziosissimo Sangue, storicamente attento alle dinamiche della comunicazione in senso lato, e nasce in collaborazione con la Comunità della Società San Paolo e l’Istituto Pastorale Pugliese. Un tentativo di rilanciare “il primato della persona sulla massa, del piccolo sui grandi numeri, dell’essere sull’avere”, secondo le illuminate raccomandazioni di un attento cardinale Martini, per “favorire un processo di emersione individuale capace di stimolare il dialogo diffuso e la predisposizione all’attenzione verso la virtuosità del normale, piuttosto che al sensazionale dell’eccezione”. “Il laboratorio della buona notizia”, sottolinea Enzo Quarto, presidente dell’Ucsi Puglia, “intende coinvolgere in questo progetto culturale le famiglie, la scuola, gli oratori, le associazioni di volontariato e di servizio, le associazioni di impegno civile e sociale e, non ultime, istituzioni pubbliche e le imprese che, riconoscendosi nei valori del progetto, vogliano dare il loro concreto supporto”. Ed è proprio nella parola “laboratorio” il punto di forza dell’intero progetto, aperto al contributo di idee e azione di tutti coloro che condividono questi principi e, nel contempo, la necessità di avviare “processi in controtendenza”, per uscire dal “pantano”. Un laboratorio dove anche “l’ascolto” diventa parola chiave. Infatti, “Non c’è parola che valga – aggiunge Quarto – senza ascolto. Ma perché l’ascolto ci sia occorre stupire, meravigliare raccontando la verità che quasi sempre è controcorrente, non rappresenta interessi, non indica supremazie, non può essere serva di qualcuno. Così l’ascolto diventa credibile e possibile, anche con il rischio di essere rifiutati o respinti. Occorre essere capaci di scomparire di fronte alla buona notizia”. Sotto l’esortazione “Educare alla speranza” prende corpo un programma ambizioso, che conta di realizzarsi anche attraverso un sito internet con l’obiettivo di: • Essere finestra sui media con una rassegna della buona notizia • Mettere in rete le iniziative dei territori • Essere palestra di idee e confronto • Proporre la buona notizia del giorno, affidata a ragazzi “inviati della buona notizia” • Promuovere un festival della Comunicazione Sociale. L’Arcivescovo di Bari-Bitonto, Mons Francesco Cacucci, accomagnando il battesimo del “Laboratorio della Buona notizia” fra gli studenti-giornalisti in erba, ha invitato a testimoniare con costanza e perseveranza “le luci e le ombre che costituiscono la verità della vita quotidiana”, sfatando il pregiudizio che “le ombre siano maggiori delle stesse luci”.